Chi è Thich Nhat Hanh?

Chi è Thich Nhat Hanh? Molte delle pratiche di consapevolezza e di benevolenza che abbiamo applicato alla nostra meditazione a 4 zampe prendono spunto dai suoi insegnamenti.

Chi è Thich Nhat Hanh?

Thich Nhat Hanh, per quanto ne sappiamo, pur essendo amico degli animali (è stato sempre vegetariano e fautore dei diritti degli animali ) non ha mai suggerito forme di meditazione specifiche con loro.

A noi é sembrata una proposta del tutto in linea e rispettosa della sua visione quella di creare momenti di consapevolezza che avessero il cane come oggetto, in certi casi supporto, in altri esempio in carne ed ossa.


In ogni modo, crediamo che valga la pena raccontare sinteticamente la storia (che molti conoscono ma forse non tutti) di questo monaco vietnamita che è stato ed è di profonda ispirazione per tutti quelli che si avvicinano al Dharma.

La vita di Thich Nhat Hanh?


Thich Nhat Hanh nasce in Vietnam nel 1926 e viene ordinato monaco giovanissimo, a 16 anni. La tradizione é quella del buddhismo zen nella sua versione vietnamita.

La vocazione della scuola, e la sua in particolare, è per un buddhismo d’azione più orientato ad una pratica nel mondo piuttosto che ad una disciplina esclusivamente contemplativa. Il Dharma come testimonianza attiva di pace, di intervento e di supporto. Un antidoto potente alla tendenza diffusa in ambito religioso alla contrapposizione di scuole, fenomeno totalmente in disaccordo con il dettato di fondo di gran parte delle religioni e del buddhismo in particolare.

La sua posizione di radicale equidistanza e di conciliazione lo ha portato da sempre in una posizione non protetta e, di conseguenza, a soffrire in prima persona questo intransigente rifiuto allo schieramento.

Nel 1964, in piena guerra del Vietnam, ha dovuto sopportare gli arresti e la tortura proprio a causa di questa attitudine non negoziabile alla non violenza e alla conciliazione. In quell’epoca, l’unica preoccupazione del suo movimento era esclusivamente quella di prestare soccorso ai villaggi devastati dalla guerra, e più in generale alle persone vittime del conflitto, senza badare alla nazionalità, agli schieramenti e al colore della pelle.

È noto che nel 1967 Martin Luther King, dopo averlo conosciuto e dopo aver conosciuto la missione di pace radicale che Thich Nhat Hanh portava avanti, lo abbia proposto per il premio Nobel per la pace.

Ovviamente la sua posizione avversa alla guerra del Vietnam gli valse l’esilio dal suo paese natale, confermato anche dopo gli accordi di pace di Parigi.

In seguito fondò il Plum Village, nelle splendide colline di Bergerac nella parte occidentale della Francia. Il Plum Village è stato ed é tuttora qualcosa di più di un monastero. In realtà è un centro di pace dove sono accolti tutti coloro i quali abbiano un’attitudine non violenta verso la vita.

Nel corso degli anni ha accolto migliaia di persone interessate agli insegnamenti di Thich Nhat Hanh che in quel luogo potevano ricevere il suo insegnamento diretto e vivere nella pratica la sua visione dell’esistenza.

Libri e discorsi di Thich Nhat Hanh

Sono moltissimi i libri di Thich Nhat Hanh: è sufficiente andare su internet per trovare una ricchissima bibliografia, insieme a discorsi e video.

Leggere i libri di Thich Nhat Hanh (Thay per tutti) è un’esperienza nutriente per chiunque. Non é necessario essere buddhisti o esperti in pratiche meditative per sentire la forza delle sue parole.

É uno dei pochi casi in cui si coniugano in modo sorprendente la semplicità e la profondità. Il sapore di un insegnamento antico e le parole semplici per dirlo.

L’insegnamento di Thich Nhat Hanh non ha controindicazioni: va bene per tutti.

Nei suoi discorsi pubblici ricordo che dedicava sempre la prima parte ai bambini. E non erano discorsi infantili o semplificati. Era un’attenzione e una consapevolezza dell’importanza che certi concetti arrivassero alle generazioni a cui era destinata la terra e il futuro.

Al principio degli anni 90 ho avuto la fortuna di fare un ritiro residenziale al Plum Village. Era luglio. Ricordo i suoi discorsi in modo vivido ovviamente, ma ancor di più l’atmosfera che si respirava in ogni angolo di quel luogo. Erano i sorrisi che ti raggiungevano nella mensa, i momenti intensi e profondi durante le cerimonie di Beginning anew, la serenità dei viottoli che ti portavano dalla tenda alla sala di meditazione.

Proprio lungo uno di quei viottoli, un pomeriggio che ero tornato in tenda per prendere l’agenda che avevo dimenticato, ho incrociato Thich Nhat Hanh che si dirigeva verso la sua capanna.

Il suo sentiero e il mio si incrociavano in un punto. Eravamo da soli. Non é successo nulla di particolare. Mi sono fermato. Gli ho fatto strada. Lui mi ha guardato e ha sorriso. Non dimenticherò mai quel sorriso.

Lo tengo dentro ancora oggi come uno dei momenti più significativi e intensi della mia vita.

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