Guardare il cane e lasciare andare

Quando si tratta di meditazione si sente parlare molto di guardare il cane e di lasciare andare. Che vuol dire? E cosa vuol dire lasciare andare in relazione al nostro cane? E che vuol dire guardare il cane?

Guardare il cane e lasciare andare

Meditazione è, per certi versi, la capacità di stare nel momento presente. Sembra una consegna molto semplice, eppure chi ha anche soltanto provato qualche volta a meditare (ma anche chi medita da molti anni) sa che non è affatto un compito facile. Il nostro stare nel presente è continuamente disturbato, insidiato, da una montagna di suggestioni mentali, pensieri, emozioni, sogni, ricordi, fastidi, progetti, incubi, che ci tolgono in un attimo da quella connessione.

A volte crediamo di stare nel presente ma invece, chiudendo appena gli occhi, ci accorgiamo di essere con le nostre preoccupazioni, coi nostri sogni, coi nostri interminabili dialoghi interiori ma certamente non con quello che succede nel qui ed ora.

Meditare è semplice ma non è facile!

La meditazione è questo ricamo continuo tra la nostra fuga dal presente e questa necessità di ritornarci. Poco a poco vivremo sempre più questo ritorno come un ritorno a casa, a una base sicura, dove i nostri fantasmi smettono di avere potere.

Bene, ma il nostro cane come può aiutarci in questo cammino?

Oggi vogliamo parlare del potere curativo del guardare. Sembra, ancora una volta, un’operazione troppo elementare per essere presa sul serio. Guardare. E che ci vuole? Aggiungiamo un oggetto: guardare il cane. Cosa succede quando guardiamo il cane? Lo abbiamo mai notato con attenzione?

Beh, possiamo fare una prova: approfittiamo della prossima passeggiata al parco per osservarlo attivamente. Probabilmente noteremo che la nostra attenzione viene rapidamente portata via. Da che? Lo possiamo vedere? Molto spesso parte una litania di preoccupazioni:

se si avvicina troppo quel cane… Quel padrone voglio evitarlo… Facciamo rapidamente che voglio tornare a casa… Do un’occhiata a Whatsapp… Quanto ci mette a fare i bisogni… Cosa penseranno gli altri quando vedranno che non obbedisce al richiamo?

Insomma, la pioggia di pensieri e di proliferazione mentale è praticamente infinita.
Cosa succede, in realtà? Succede che senza troppo rumore ci togliamo dall’esperienza presente e ci consegniamo alle correnti dei nostri infiniti mondi interiori, al loro portato emotivo, proiettivo.
Abbandoniamo il presente.

Guardare il cane e lasciar andare

Nella nostra proposta pratica di meditazione a quattro zampe e negli incontri che promuoviamo invitiamo all’esperienza della passeggiata consapevole ma anche all’esercizio del “guardare il cane”.

Diventa una forma perfetta di meditazione. Per guardare si intende una forma attiva di osservazione. Guardarlo con consapevolezza. Consapevolezza di che? Beh, per esempio consapevolezza delle nostre continue fughe.

Osservarlo correre, giocare e poi vedere come continuamente la nostra mente se ne va. Quindi, delicatamente, quando ce ne accorgiamo, riportarla all’osservazione diretta del nostro cane. Ce ne andremo mille volte e mille volte torneremo al nostro oggetto, al nostro cane.

Questo si chiama lasciar andare e non c’è esperienza più rilassante che si possa provare. Togliere la presa da questo o quel pensiero, da questo o quel timore e tornare al qui ed ora. In quei momenti di contatto noteremo la differenza, a volte la pace di questa dimora, seppur breve, nel presente.

Quando ci siamo, quando siamo effettivamente con lui possiamo sperimentare una sorta di identificazione, di vicinanza, quasi di intimità. Diventiamo la sua felicità nell’inseguire una palla, la sua curiosità nel seguire un odore, il suo timore nell’avvicinare un suo simile.

Si tratta di provare, scoprendo il gusto nuovo del vedere e del lasciare andare. Il gusto nuovo dello stare davvero col nostro cane. Ci racconterà molte cose sul nostro modo di stare con gli altri. Tutti gli altri.

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