Il grande segreto del cane

Il segreto del cane

Il nostro cane ha un segreto per noi importantissimo. Quale?

La vita è bella, recita il titolo del film di Benigni. Su questo non abbiamo dubbi, eppure esistono momenti, periodi, passaggi della nostra esistenza in cui abbiamo grande difficoltà a fare nostra quell’affermazione. Non è così?

Certe volte questa variabilità riguarda perfino le giornate o parti di esse. Ci svegliamo bene, facciamo una buona colazione, ascoltiamo la musica preferita, guardiamo dalla finestra e vediamo il sole, ma poi… Ma poi arriva una telefonata che disfa l’intero castello di carte. E se non è la telefonata è l’imprevisto: usciamo di casa e troviamo un suv parcheggiato dietro la nostra macchina. Oppure il vicino ci saluta in modo sgarbato e allora quella brevissima esperienza fa il giro della nostra testa per ore e ci guasta la giornata.

Poi magari verso l’ora di pranzo la giornata si risistema, ci fanno un complimento, ci arriva la telefonata che aspettavamo e ci sentiamo col vento in poppa. Ma poi, di nuovo un imprevisto, un post aggressivo su Facebook e puf! Di nuovo tutto da capo. Ci suona familiare?

In tutte queste montagne russe delle nostre giornate, (in definitiva delle nostre vite), capita che ci giriamo di scatto e troviamo il nostro cane sorridente e scodinzolante. Piove, fa freddo, la tv ci annuncia che il numero dei contagi per Covid é cresciuto, ci giriamo di nuovo e lui è allegro!
Finisce quasi per irritarci quella sua apertura incondizionata alla vita. Ci domandiamo: qual é il suo segreto?

segreto del cane

Qual è il suo segreto?

A due isolati dalla mia casa dell’Avana vive un uomo molto anziano che ha due cani. Ogni giorno molto presto li porta a fare una passeggiata. Va da calle 17, dove abita, fino a calle 9 dove inizia il parco di Monte Barreto. Per fare quattro isolati ci mette circa venti minuti. Lì neanche si ferma e torna indietro. Altri venti minuti. Perché?

Uno dei due cani non ha entrambe le zampe posteriori. Da cucciolo ha avuto un incidente spaventoso e il padrone ha lottato perché non venisse soppresso. Nonostante i pochi mezzi che si hanno a Cuba gli ha costruito una specie di carrozzella a due ruote che sostiene tutta la zona posteriore del cane e gli permette il movimento mentre con le zampe anteriori si dà la spinta per avanzare. L’altro cane non ha menomazioni.

Perché ne parlo? Per un’osservazione molto semplice, quasi minuscola: quel cane è felice. Felice come il suo compagno più agile e più scattante. Giocano insieme con totale leggerezza.

Non c’è la menomazione, non c’è il magone strisciante della sua condizione se non negli occhi di chi guarda. Lui è in vita, contento. Non passa le giornate a maledire gli dei nè sente rimorso o rabbia per cose che non può controllare.

Il controllo. Il fuori controllo. Sono due concetti, forse due facce dello stesso concetto che condizionano così potentemente le nostre vite secondo il modello che abbiamo visto in precedenza. Non bisogna essere perfetti per essere felici. Non è nella perfezione il segreto di una maggiore felicità nelle nostre vite. Una volta ho letto una frase che mi ha molto colpito in questo senso e la trovo ogni giorno più vera: bisogna accettare la vita alle condizioni della vita.

Bisogna accettare la vita alle condizioni della vita


Allora, qual è il segreto del cane? Cosa ci può insegnare quando ci voltiamo di scatto e lo troviamo felice nella vita, qualunque sapore essa abbia in quell’istante?

Il cane è nel momento. Questo è il suo segreto. Questa é la sua lezione.

La consapevolezza, la capacità di vivere ogni momento mentre si svolge e di accettarlo senza giudizio, ci aiuta ad essere gradualmente sempre più in pace, sempre più felici.

La buona notizia è che questa capacità, pur essendo non così automatica nell’uomo a differenza del cane, possiamo coltivarla e irrobustirla attraverso la meditazione e attraverso tutte quelle pratiche che mettono al centro la nostra capacità di amare la vita.

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