La grande figura di Ajahn Chah

Uno dei grandi riferimenti che sono stati e sono tuttora di ispirazione per la nostra proposta è senza dubbio Ajahn Chah.

Ajahn Chah

Una figura unica, diversa da tutte le altre, che ha fatto la storia recente del buddhismo Theravada. Un monaco  nato e vissuto nelle zone più remote della Thailandia, che ha trascorso gran parte della sua vita percorrendo centinaia di chilometri a piedi nelle foreste e vivendo di elemosine e nell’eremitaggio, cosa ha da dire a noi?

Vale la pena di conoscere la sua biografia ma soprattutto leggere i suoi discorsi e i suoi scritti (per fortuna esistono pubblicazioni in lingua italiana della sua opera) per comprendere la straordinaria forza del suo insegnamento.

Una universalità sorprendente laddove parole pronunciate in una realtà così altra e lontana, risuonano in profondità nella coscienza di lettori occidentali, molto di più di quelle di pensatori inseriti ed organici al nostro contesto.

Leggere Ajahn Chah ha l’effetto di una pacificazione immediata con la vita. Non conosco letture più profonde, sincere e nello stesso tempo semplici come quelle dei suoi discorsi.

Una capacità unica di andare in profondità, di attraversare i temi nevralgici dell’esistenza, con la leggerezza delle persone felici. Una leggerezza che può sorprendentemente coincidere con il rigore, con la precisione. Una leggerezza che diventa ossigeno puro per un lettore occidentale abituato ad una irrinunciabile complessità.

Leggi due pagine di Ajahn Chah e ti accorgi che esiste un modo immediato di fare pace con le cose della vita, che al di là della nebbia delle speculazioni c’è la sostanza, l’essenziale. Un essenziale che non ha paese, non ha titoli accademici, non ha bisogno di un retroterra condiviso. La vita, e le parole che contano.

La vita di Ajahn Chah

Ajahn Chah nasce nel 1918 a Ubon Ratchathani, nella zona orientale della Thailandia. Viene ordinato come Bhikkhu nel 1939 nella tradizione Theravada.

Nel 1946 inizia una lunga peregrinazione nella Thailandia centrale. Percorre centinaia di chilometri vivendo di elemosine e dormendo nelle foreste della regione.

L’incontro con Ajahn Mun

L’incontro con Ajahn Mun è un momento determinante della sua vita. Ne diventa discepolo. Ajahn Mun (maestro di primissimo livello) gli insegna uno stile di buddhismo ascetico, orientato ad una pratica che si avvicina al dettato originario del Buddha Gautama.

In un’epoca di grande rilassamento della disciplina monastica, nasce con Ajahn Mun, Ajahn Chah, Ajahn Tate e Ajahn Lee una tradizione, quella dei monaci della foresta. Essa riporta al centro dei suoi principi quello della disciplina monastica, delle regole e della pratica intensiva della meditazione.

La caratteristica principale è quella della profondità nella semplicità. Tutto, ogni parola e ogni comportamento sembra additare all’essenza delle cose. Un insegnamento fresco, verrebbe da dire allegro, che ripropone il senso più profondo di un cammino e di una pratica.

La figura di Ajahn Sumedho

Una figura fondamentale per il buddhismo occidentale è l’americano Ajahn Sumedho che sul finale degli anni 60 viene ordinato monaco proprio in questa scuola.

Se non ci fosse stato lui che ha portato in occidente il tesoro di questa tradizione, che ha fondato monasteri e ha formato generazioni di insegnanti, probabilmente avremmo perso una delle elaborazioni più profonde e attuali del buddhismo.

Parole che sorprendentemente parlano e hanno parlato a migliaia di occidentali, aprendo un sentiero profondo nella nostra cultura. Oggi abbiamo il privilegio di leggere Achaan Chah ed è una lettura che consigliamo a tutti quelli che abbiano a cuore la vita.

Gli ultimi anni dell’esistenza di Achaan Chah sono stati caratterizzati da una grave malattia che lo ha obbligato gradualmente all’immobilità e all’incoscienza.

Sono stati anni in cui la comunità ha dimostrato tutto il suo amore per il piccolo grande monaco tailandese, accompagnandolo fino all’ultimo giorno della sua vita terrena nel 1992.

Questo breve brano panoramico ha l’intenzione esclusiva di accendere curiosità intorno a una delle figure più luminose della spiritualità della nostra epoca.

Il consiglio spassionato é quello di andare in profondità.

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