La relazione uomo cane

Uomo e cane: una proposta di relazione in serenità. Cosa significa migliorare la relazione con il proprio cane e con noi stessi?

La relazione uomo cane

Quando si parla di relazione tra uomo e cane è chiaro che si intende uno scambio continuo tra due esseri in modo reciproco. Quando non esiste reciprocità è ben difficile parlare di relazione o, se non altro, dobbiamo evidenziarne caratteristiche di forte o totale sbilanciamento.

Anche al di fuori della relazione uomo-cane, laddove esiste solo una unidirezionalità comunicativa ed emotiva, notiamo che c’è qualcosa che non funziona. Relazione è eminentemente uno scambio.

Noi trasmettiamo informazioni ed emozioni e il cane risponde con comportamenti ed espressioni che fanno parte del suo arsenale comunicativo. Anche se può sembrare un’ovvietà è sempre necessario ricordare e ricordarci che apparteniamo a specie differenti! Usiamo linguaggi differenti e molto spesso il significato di certi moduli comunicativi umani trovano altre corrispondenze nel linguaggio del cane e viceversa.

Relazione: errori e fraintendimenti

Questo tema é fondamentale proprio nell’ottica (a noi tanto cara) di avvicinarci al cane consapevoli di avere a che fare con qualcosa d’altro da noi. I professionisti del comportamento canino sanno bene quanto proprio questa erronea comprensione della diversità di linguaggi e bisogni del cane sia una delle cause più comuni dei disturbi del comportamento.

Per fare un esempio, sappiamo che molti comportamentalisti ed educatori cinofili impiegano settimane (o mesi) a far comprendere al padrone la pericolosità di una concezione del cane come un figlio, come un piccolo umano, con bisogni e moduli comunicativi identici ai nostri.

Anche la semplice e apparentemente innocua carezza può avere valenze e significati ben diversi dalle nostre intenzioni. Quella che per noi é una semplice espressione di affetto, può essere letta dal cane come un riconoscimento di ruoli e ranghi non adeguati, certe volte come un incoraggiamento e rinforzo a comportamenti impropri, altre volte ancora come una forma di sottomissione.

In poche parole, se vogliamo una relazione soddisfacente (non solo con il cane) è necessario affacciarci nel suo mondo, togliere un piede (non due!) dal nostro e cercare di fare nostri i suoi schemi comunicativi ed emozionali.

Il cane non è andato alla scuola dell’obbligo!

Non conosce la nostra grammatica e con i suoi simili utilizza una sintassi diversa dalla nostra. Se noi comunichiamo con lui dicendo: “Siediti! Ho detto che devi sederti! Ti prego, prova a stare seduto!“, è molto dubbio che lui capisca.

Acquisisce un repertorio di parole modesto se sappiamo insegnargliele, ma di fronte ad espressioni come “ti prego, prova a stare seduto” è chiaro che disegna sul muso un ideale, gigantesco punto interrogativo.

Per lui le parole hanno scarsa importanza. Di gran lunga inferiore a quella che noi assegniamo loro. Il cane vive di odori. Filtra la realtà soprattutto attraverso una rete di milioni di cellule olfattive. Attraverso gli odori comunica e scambia informazioni. La sua rete internet è l’aria e in essa distingue ogni cosa.

Per altro verso, il suo approccio all’umano prevede già uno sforzo non da poco. Cerca di interpretare un essere prevalentemente verbale attraverso una originale miscela di odori, toni di voce, posture e anche suoni.

Odora le nostre emozioni e di fronte all’ingiunzione “Calmati! Stai calmo!“, lui estrae la verità di quella comunicazione, l’odore e il tono di quelle parole, che molto spesso è distante anni luce dal significato letterale.

Quanti “stai calmo!” hanno il sapore dell’ansia e dell’irrequietezza? Ci piaccia o no, in molti frangenti il cane sa leggerci dentro molto meglio di un umano.

Forse già sappiamo quante versioni di un “ti amo” esistono nel nostro repertorio comunicativo e lui sa distinguerle.

Migliorare la nostra relazione con il cane

Attraverso un cammino di consapevolezza con il cane come quello che proponiamo nel nostro metodo, cerchiamo di stabilizzare in noi uno stato di reale calma interiore.

In questo frangente il cane può svolgere una funzione di test sempre a portata di mano. Ci dirà lui la cifra delle nostre carezze, la verità del nostro controllo e della nostra calma, e questo avverrà proprio in ragione di una comunicazione finalmente strutturata su un linguaggio che ben conosce.

Uno degli enunciati base delle scuole di comunicazione recita: “comunichiamo sempre, anche quando non vogliamo comunicare”. Mai come nella nostra relazione con il cane vale questo motto. Vale la pena, perciò, mettere a frutto questa “impossibilità di non farlo” nella direzione di una maggiore intimità con il nostro cane e, in ultima analisi, con noi stessi.

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