Meditare con il cane. In pratica?

Alcune delle domande più ricorrenti sono: come posso meditare con il mio cane? In che consiste concretamente una pratica meditativa con il mio cane? Conosco la meditazione seduta, la meditazione guidata, la meditazione di Metta. Come posso applicarle alla mia relazione con il cane? Insomma, si parla di meditare con il cane. Ma in pratica?

Meditare con il cane. In pratica?

Partiamo dal concetto secondo il quale la relazione con un cane può essere posizionata in tre aree:

1) Una relazione felice
2) Una relazione compromissoria
3) Una relazione neutra


Si tratta di aree nelle quali possono essere collocate tutte le nostre relazioni siano esse familiari, di amicizia o sentimentali. Però ci siamo accorti che svolgere un lavoro di consapevolezza avendo come oggetto il cane rende in molti casi molto più facile il lavoro essendo egli meno attivo (anzi, in nessun modo!) in dinamiche relazionali senza uscita.

Meditare con il cane. In pratica?


Nel grande bacino di pratiche millenarie troviamo, ad esempio, le pratiche di benevolenza. Sono pratiche potentissime che solo apparentemente sviluppano una semplice buona disposizione d’animo. In realtà, con il tempo e con la costanza, lavorano sulla nostra capacità di accogliere, sulla nostra capacità di accettare, sulla capacità di pulire il nostro cuore dalle abitudini manipolatorie ed egoistiche.


Semplificando molto, si pratica sull’invio della benevolenza seguendo un cammino che va dalle persone cosiddette “facili”, passando per le “neutre”, per arrivare alle persone “difficili” che abitano la nostra esistenza.


Chiaramente, prima di inviare benevolenza ai “nemici” è fondamentale fare una riserva di benevolenza con gli “amici”. È più facile, verrebbe da dire! Prima di affacciarci sulle relazioni difficili, toccando i nostri no, i nostri paletti, i nostri rifiuti, bisogna partire da una base sicura di “sì”, di aperture, di accettazioni.

Bene, il nostro cane può essere un ottimo supporto in questo senso.

Dove si trova il nostro cane nel nostro universo interiore?

È nell’area delle relazioni felici? Allora posso inviargli benevolenza sistematicamente per rafforzare la mia riserva interiore.


Si trova in un’area di indifferenza? Bene, posso arrivare fin là per toccare certe emozioni opache, la cifra della mia indifferenza, i sentimenti danneggiati.


Si trova in un’area di difficoltà ed inimicizia? Bene, un lavoro interiore può aiutarmi a trasformare un essere “condannato” interiormente in una materia di lavoro, in una prospettiva.

 
Si tratta ovviamente di brevi spunti, obbligatoriamente sintetici, che però possono far riflettere e aprire prospettive.

Inutile dire che un lavoro sul nostro cane parla anche a tutti gli altri rapporti e alle altre relazioni della nostra vita.

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