Meditazione a 4 zampe, cos’è?

Che vuol dire meditazione a 4 zampe?

Per chi ha esperienza di pratiche meditative, l’idea di formare un binomio di meditazione con il cane deve apparire un’idea piuttosto bizzarra. La meditazione ha una sua iconografia che la rappresenta come una pratica solitaria, possibilmente in un luogo suggestivo, lontano dalle preoccupazioni del giorno per giorno e nella pace più totale.

Si fatica a immaginare un assorbimento simile, un’elevazione, un rilassamento profondo, se a quell’immagine associamo il nostro cane, ancor meno se si tratta di un esemplare problematico e disturbante.

Meditazione a 4 zampe

Meditazione formale

È vero, esiste un versante della meditazione formale che si struttura in una situazione protetta, silenziosa e, per certi versi, distaccata. Ma chi conosce i cammini di pratica meditativa sa (ed è una costante di quasi tutte le scuole, dalla tradizione Tibetana a quella Theravada fino allo Zen), che un elemento che riveste un’importanza maggiore lungo il sentiero spirituale è quello della cosiddetta pratica informale.

Meditare in azione

In questo versante la pratica diventa uno strumento, un atteggiamento, uno stile di vita che si modella alle situazioni, a tutte le situazioni della vita, senza eccezioni. In questo contesto il cane, con il suo carattere e i suoi (presunti) disturbi, diventa uno strumento preziosissimo e impagabile per esplorare realmente noi stessi. È pratica di primissimo livello, forse la più intensa e soddisfacente, che ci apre all’esistenza in modo fragoroso, fuori e dentro di noi.

Un insegnamento antico

Senza andare, in questa sede, nei dettagli della nostra proposta, possiamo dire che modellare pratiche antichissime alla nostra relazione con un cane trasforma parti importanti della nostra vita in una meravigliosa sala di meditazione.

Tutto il repertorio millenario di pratiche con la paura, con la rabbia, con la tristezza, con la delusione, accanto alle rivisitazioni più recenti di pratica della benevolenza (Metta) e della compassione (Karuna) che hanno visto, fra gli altri, Tich Nath Hanh come uno dei massimi propulsori, trovano una realizzazione concreta e, crediamo, rispettosa del dettato spirituale, nelle attività che abbiamo calibrato per il binomio uomo-cane.

Meditazione a 4 zampe

Una difficoltà diventa un’occasione

Proprio quegli aspetti che fino a ieri rischiavano di incrinare il nostro rapporto con un cane o che lo rendevano anche solamente opaco e non stimolante, diventano, attraverso la pratica, la benzina per accendere nuovi percorsi di interesse e di consapevolezza. Verrebbe da dire: “provare per credere”, se non suonasse come uno slogan troppo commerciale.

La nostra proposta

In realtà proponiamo con entusiasmo questa convergenza virtuosa di passioni, la cinofilia e la meditazione, perchè ha sorpreso noi per primi e ci ha offerto nuovi e inaspettati spazi di lavoro per migliorare noi stessi e le nostre relazioni, umane e canine!

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