Nomi di cani e nomi di cicloni

Che legame c’è tra nomi di cani e cicloni? E cosa c’entra la consapevolezza con temi apparentemente così lontani?

Nomi di cani e cicloni

Nel periodo in cui ho fatto l’allevatore, un momento importante era quello della scelta dei nomi da dare alle cucciolate. Non era una decisione facile e molto spesso impegnava giorni se non settimane. I nomi di cani sono chiaramente infiniti e quando si tratta di allevamenti, la ricerca dei nomi di cani deve seguire un criterio che garantisca una forma di rintracciabilità dei cuccioli nel corso degli anni.

I nomi di cani

Uno dei criteri più classici per la scelta dei nomi di cani per le cucciolate è quello di assegnarne secondo le lettere dell’alfabeto. Per intenderci: si parla in allevamento della cucciolata A per indicare una cucciolata a cui sono stati assegnati tutti nomi che inizino con quella lettera. Poi cucciolata B e così via.

In altri casi il criterio per la scelta dei nomi di cani é quello tematico: ricordo di aver battezzato una cucciolata con nomi buddhisti (guarda caso…) e quei poverini dei proprietari si sono visti consegnare cuccioli con nomi incomprensibili come Anatta, Nirvana, ecc.

In un’altra cucciolata, imbeccati dall’amica veterinaria, abbiamo dato fondo alle nostre conoscenze del libro Cent’anni di solitudine di Garcia Marquez e abbiamo consegnato cuccioli come Aureliano Buendia, Macondo, Pilar Ternera, ecc.

Per un’altra cucciolata è stata la volta dei personaggi letterari più importanti: Edmond Dantes, Philip Marlowe, ecc.

Insomma, l’assegnazione dei nomi di cani non è stata mai un’operazione marginale. A qualche livello della nostra consapevolezza ci rendevamo conto che era un momento importante.

Nel corso degli anni ci siamo accorti che il tema della scelta dei nomi di cani da assegnare alle cucciolate era talmente importante che i clienti restavano sinceramente delusi dalla prospettiva di acquistare un cane che avesse già ricevuto un nome.

Era molto importante e non poteva dipendere soltanto da una questione di preferenze personali. Certo, é legittimo che un nome ci piaccia più di un altro e chiaramente più legittimo che si abbia voglia di assegnarne uno che sia di nostro gusto.

C’era dell’altro, al punto che per le ultime cucciolate della nostra breve esperienza di allevamento decidemmo di lasciare la scelta del nome ai nuovi proprietari. L’unico vincolo rimaneva quello del criterio alfabetico che era per noi necessario per un’organizzazione del nostro lavoro.

Pensavamo che fosse una scelta che sarebbe passata quasi nell’indifferenza generale e invece notammo un apprezzamento e una contentezza che mettevano in secondo piano l’estetica del cane e persino il prezzo!

I nomi di cani: Argomento neutro forse solo in apparenza. Negli anni successivi ho smesso di allevare cani, ho cambiato vita, ho cambiato continente, e al tema dei nomi di cani non ho più pensato.

Cani e cicloni

Però sono andato a vivere in una zona del mondo dove ogni anno si ha a che fare con i cicloni. Fenomeno terribile e spaventoso a cui non ci si abitua mai. Eppure dei cicloni mi ha colpito immediatamente una cosa: i nomi.

A fenomeni tanto minacciosi e, per molti versi, misteriosi veniva quasi sempre assegnato un nome semplice, simpatico, quasi un diminutivo da buffo animale domestico…
Subito, al formarsi della prima avvisaglia di ciclone, si affibbiava un nome tranquillizzante.

Per qualche cortocircuito interiore ho associato questa abitudine “ciclonica”, all’etichetta che immediatamente, prima che un cucciolo metta piede nella nostra casa, sentiamo il bisogno di assegnare. Un nome. Un nome che ce lo avvicini, che lo renda un po’ nostro, non più altro e sconosciuto.

Proprio in quegli anni ho cominciato a buttare giù idee intorno al libro Meditazione a 4 zampe e questo tema dei nomi di cani accanto al nome di cicloni è andato a formare un capitolo specifico del libro.

Ancora una volta il nostro incontro con l’ignoto, con l’altro da sè.

Ancora una volta questo avvicinamento con un essere, il cane, che evoca importanti metafore utili alla nostra mappa del mondo.

Certo, un nome deve essere dato, sarebbe follia il contrario, ma quella impercettibile ansia nel darlo secondo me apre un mondo.

Quanta paura rimarrebbe in circolo se chiamassimo i cicloni con sigle incomprensibili come Bx5ss4? Rimarrebbe paura, il sentimento specifico della paura con cui fare i conti.

Non con Sandy, un uragano che perde di intensità solo chiamandolo per nome perché ci ricorda un surfista californiano.
O con Yolanda, che ci fa immaginare una ragazza abbronzata e carina sulla sabbia di Miami beach.

Il movimento della paura. L’impercettibile movimento della paura. Riusciamo a vederlo? Il minuscolo disappunto per l’ignoto che si presenta anche a ridotta intensità nelle sembianze di un cucciolo spaurito che fa ingresso nella nostra casa.

Siamo in grado di ascoltare, fermarci un secondo, di fronte a quella vertigine passeggera prima di assegnargli un nome e farlo nostro?

Meditazione è anche sviluppare questa raffinata abilità di osservare le onde che agitano la nostra percezione del mondo. Non bloccarle, non trasformarle ma osservarle.

E per osservare bisogna arrestarsi un istante e posare la vista sugli oggetti più banali, insospettabili. I nomi dei cani, ad esempio.

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